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Pos, Confesercenti: “Le sanzioni collegate al codice penale sono una forzatura, la moneta elettronica si incentiva riducendo i costi”

21 settembre 2017

Prevedere sanzioni per chi non si dota di POS sarebbe una forzatura e una grave limitazione della libertà d’impresa. E anche un intervento di dubbia utilità, visto che è il mercato stesso a spingere gli operatori ad accettare carte di credito e bancomat. Proprio per questo, per incentivare davvero l’utilizzo della moneta elettronica occorre renderla più conveniente dei contanti. A ribadire la posizione delle imprese del commercio e del turismo è la presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise: “Siamo favorevoli a politiche mirate ad incrementare l’uso di bancomat e carte di credito, ma le multe, soprattutto se collegate al Codice Penale, sono un’inutile forzatura. Di fatto una criminalizzazione”, dichiara.

“Come abbiamo ribadito più volte in questi anni, siamo favorevoli ad una maggior diffusione della moneta elettronica, che sarebbe un vantaggio anche per le imprese perché porterebbe ad una riduzione dei rischi legati alla gestione del contante. Un aspetto che gli imprenditori, soprattutto quelli del commercio e dei pubblici esercizi, come dimostrano i 400 nuovi POS attivati ogni giorno negli ultimi cinque anni”.

“Per aumentare questo numero” conclude De Luise, “più che multare è necessario ridurre con certezza il costo delle transazioni: ricordiamo che il taglio delle commissioni interbancarie non riguarda direttamente gli utenti finali, e che si rivelerà un fatto positivo solo se il beneficio si trasmetterà alle imprese e ai consumatori, permettendo una riduzione reale dei costi. Che sono ancora troppo alti soprattutto per i micro-pagamenti, insostenibili per quelle tipologie di piccole imprese – come tabaccai, gestori carburanti ed edicolanti – che sono caratterizzate da margini molto bassi, quasi completamente assorbiti dalle commissioni di bancomat e carte”.

 

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