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Torino e Piemonte, in pochi anni perse migliaia di imprese nel commercio. Assemblea nazionale di Confesercenti: “Queste le nostre proposte per far ripartire i consumi”

19 giugno 2017

Torino, 19 giugno 2017 – Patrizia De Luise, genovese, è la nuova presidente nazionale della Confesercenti. L’ha eletta questa mattina l’assemblea dell’associazione che si è svolta in contemporanea in quattro citta fra cui Torino. Le altre città erano Roma, l’Aquila e Palermo. L’assemblea è stata l’occasione di confronto con gli interlocutori istituzionali, politici e sociali sulle principali tematiche che riguardano le categorie del commercio, del turismo e dei servizi. Nel dibattito, per il Piemonte è intervenuto il presidente Sergio Chiamparino. Il governo era rappresentato dal ministro Carlo Calenda. Nel suo intervento (clicca qui per il testo completo) Patriza De Luise ha rivolto parole di solidarietà e vicinanza alla nostra città per i fatti di piazza San Carlo. Per altri materiali sull’assemblea, clicca qui

Bastano pochi dati per comprendere quanto il commercio abbia patito la crisi di questi anni. In occasione dell’assemblea, l’ufficio studi di Confesercenti Torino ha messo a confronto di dati sul numero di imprese del 2017 rispetto a quelli del 2009, primo anno di crisi piena (in fondo la tabella completa).

A Torino città  si registrano 1706 imprese in meno, che diventano quasi 3000 in provincia e superano le 4000 in Piemonte. Di queste ben il 25% sono concentrate nel settore dell’abbigliamento (oltre 400 in meno a Torino città, quasi 800 con la provincia) che si conferma come il “grande ammalato” del commercio. Diminuiscono i banchi sui mercati (a Torino città dallo scorso anno sono scesi sotto la “soglia psicologia” dei 4000) e gli agenti di commercio, che rappresentano un indicatore importante della “stato di salute” dell’economia e degli scambi. Per i resto, vanno più o meno male un po’ tutti i comparti extralimentari: dalle librerie, alle tabaccherie, alle edicole, ai carburanti. Aumentano, invece le attività alimentari, sia per quanto riguarda la vendita (negozi), sia per quanto riguarda la somministrazione (bar, pizzerie, ristoranti). Il loro risultato è l’unico a mitigare un dato che altrimenti sarebbe stato ancora più drammatico.

Queste tendenze trovano conferma nei dati sulla spesa media delle famiglie in Piemonte fra il 2007 e il 2015. A fronte di un calo medio del 4,8%, essa è aumentata del 5% per alimentari e bevande, del 4,9% per la ristorazione, mentre è diminuita di ben il 34,5% nell’abbigliamento.

“Si tratta di cifre preoccupanti – commenta Giancarlo Banchieri, presidente della Confesercenti – che dimostrano come la crisi, nonostante qualche segnale positivo, non sia ancora conclusa, anche se le difficoltà di alcuni settori derivano da fattori strutturali che persisteranno al di là della crisi stessa. Detto questo, è evidente che le difficoltà si superano solo attraverso un robusto rilancio della domanda interna. Il governo ha escluso gli aumenti dell’Iva: questo è positivo, ma non basta certamente a far ripartire il Paese”.

 

Imprese registrate

nel primo trimestre 

Confronto 2017 -2009

 
Settore Torino città Torino e provincia Regione Piemonte
2017 2009 Saldo 2017 2009 Saldo 2017 2009 Saldo
A. Dettaglio in sede fissa (tutti i settori) 11.494 13.122 -1.628 22.574 25.257 -2.683 42.608 46.982 -4.374
A.1. Dettaglio alimentare 1.728 1.576 152 3.621 3.334 287 6.941 6.570 371
A.2. Dettaglio extralimentare * 9.766 11.546 -1.780 18.953 21.923 -2.970 35.667 40.412 -4.745
B. Somministrazione 7.590 6.637 953 14.481 12.819 1.662 27.506 24.602 2.904
C. Ambulantato 3.810 4.015 -205 7.377 7.934 -557 12.118 12.689 -571
D. Agenti di commercio 4.264 5.090 -826 10.147 11.512 -1.365 18.057 20.158 -2.101
SALDI TOTALI (A+B+C+D) 27.158 28.864 -1.706 54.579 57.522 -2.943 100.289 104.431 -4.142
* di cui abbigliamento, calzature, pelletteria, tessuti 1.833 2.240 -407 3.691 4.445 -754 6.861 8.702 -1.841