home | Generale | Confesercenti: “Saldi, i commercianti sperano ma la chiusura nel weekend sarebbe un disastro. Scontrino medio in calo: 200 euro. Interessato un torinese su due, ma sugli acquisti pesano le preoccupazioni per il futuro e l’assenza di turisti”

Confesercenti: “Saldi, i commercianti sperano ma la chiusura nel weekend sarebbe un disastro. Scontrino medio in calo: 200 euro. Interessato un torinese su due, ma sugli acquisti pesano le preoccupazioni per il futuro e l’assenza di turisti”

05 Gennaio 2021

IL PRESIDENTE BANCHIERI: “NEL 2020 IL SETTORE ABBIGLIAMENTO

E CALZATURE HA SUBITO PERDITE PER UN MILIARDO IN PIEMONTE”

Torino, 5 gennaio 2021 – Saldi invernali fra speranze e timori per i commercianti torinesi: da una parte, l’auspicio di recuperare almeno in parte un anno terribile che in Piemonte ha registrato perdite per oltre un miliardo; d’altra, la paura di essere costretti a chiudere per l’ennesima volta proprio nel fine settimana. Dal fronte dei consumatori l’atteggiamento è di estrema cautela: lo scontrino medio è in ribasso di circa un terzo rispetto alla scorsa stagione e si aggira sui 200 euro. A stimarlo è Confesercenti, sulla base di un sondaggio condotto in vista delle vendite di fine stagione che inizieranno giovedì 7 gennaio.

I comportamenti dei consumatoriUn torinese su due si dice interessato ad acquistare, ma la spesa è un’incognita. Solo il 10% degli intervistati ha dichiarato di aver già stabilito un budget per gli acquisti ai saldi: in media 200 euro, in ribasso rispetto al 2019. Ma la spesa potrebbe essere più alta, visto che il 75% del campione preferirà decidere gli acquisti sul momento, a seconda delle occasioni. Una tale incertezza alla vigilia dei saldi non si era mai riscontrata.

Gli articoli più richiesti – Più definite, invece, le intenzioni di acquisto. In cima ai desideri dei torinesi ci sono scarpe e capispalla: entrambe le voci vengono indicate come possibile acquisto dal 40% degli intervistati, con cappotti, giacconi e giubbotti trainati dal clima freddo. Seguono prodotti di maglieria (38%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%), poi borse (13%) e accessori (11%).

Gli scontiSaranno subito piuttosto elevati: 30-40%, ma in molti casi anche il 50%.

Le aspettative dei commercianti – Mai come quest’anno le vendite di fine stagione dovrebbero servire a raddrizzare almeno in parte le precarie condizioni di molte aziende: è ciò che si augurano i commercianti per sopperire a un 2020 che ha visto tantissimi giorni di chiusure forzate e significative diminuzioni degli incassi a causa delle scarsa propensione alla spesa da parte dei consumatori.

Un difficile 2020 – I negozi arrivano ai saldi invernali del 2021 dopo un anno terribile, che in Piemonte ha visto svanire oltre un miliardo di euro di vendite.

“Da parte dei negozi – dice il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri – c’è coraggio, forza di volontà e determinazione a ripartire, ma certo la situazione non è facile, fra le preoccupazioni per il futuro da parte dei consumatori, che hanno poca voglia di spendere, lo smart working che svuota le città e la mancanza di turisti. Se a questo si aggiungessero restrizioni nel fine settimana (come si ipotizza da più parti), sarebbe un disastro, sia nella versione rossa, che costringerebbe i negozi addirittura a  chiudere, sia in quella arancione, che limiterebbe gli spostamenti delle persone: si sa che l’effetto saldi si manifesta soprattutto nei primissimi giorni. Le promozioni già in corso hanno avuto in parte un effetto positivo, ma i saldi sono un’altra cosa. Dunque l’auspicio è che, nonostante tutto, segnino un’inversione di tendenza per un settore che ha subito danni pesantissimi dalla pandemia. I saldi costituiscono una reale occasione di risparmio per i consumatori, anche perché l’offerta è la più ampia degli ultimi anni, visto che le scorte di magazzino, a causa della flessione delle vendite e delle restrizioni, sono consistenti e varie. E speriamo che si confermi la tendenza – già emersa in questi mesi – di un ritorno dei consumatori ai negozi di vicinato. Rimane comunque necessario intervenire a tutela dei negozi del settore: gli interventi fatti fino ad oggi sono insufficienti rispetto alla situazione che le imprese stanno continuando a vivere. Serve uno sforzo ulteriore”.