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Fiducia, Confesercenti: “Lo stop agli aumenti Iva dà respiro alle imprese, ma rimane la preoccupazione per il futuro”

30 Ottobre 2019

De Luise: “Ora da Governo basta conflitti, incertezza affossa il rilancio”

 

Lo stop agli aumenti IVA previsti dalle clausole di salvaguardia ha dato un po’ di respiro alle imprese. Rimane però tra le famiglie un clima generale di preoccupazione per il futuro, alimentato anche dalle infinite discussioni che hanno accompagnato la manovra e confermato oggi dal calo di fiducia dei consumatori, che ad ottobre torna a scendere di mezzo punto.

Così Confesercenti commenta i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese ad ottobre, diffusi dall’Istat.

Un po’ meglio vanno le imprese, il cui indice di fiducia, beneficiando anche dello stop all’IVA, segna un lieve avanzamento di quasi mezzo punto, speculare al calo dei consumatori: un progresso che cresce a +0,7 nel commercio. Un segnale di miglioramento da non sottovalutare, ma neanche da sopravvalutare: ad essere più ottimista è infatti solo la grande distribuzione, mentre il commercio tradizionale resta in difficoltà, con giudizi in peggioramento soprattutto sulle vendite attuali. Per i negozi le condizioni di fiducia sono inoltre compromesse dalla poca chiarezza sulla questione dei pagamenti elettronici, della lotteria degli scontrini e delle sanzioni previste per chi non riesce a trascrivere il codice fiscale dei clienti.

Le condizioni di fiducia restano comunque caratterizzate da una latente fragilità e sia l’indice delle famiglie, sia quello delle imprese si collocano oggi circa 5 punti al di sotto dei livelli di un anno fa.

“In queste condizioni di persistente incertezza – commenta la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – è importante che il percorso della Legge di Bilancio proceda speditamente, accantonando le polemiche e la conflittualità sulle misure che hanno caratterizzato, fino ad ora, il faticoso parto di questa manovra. I conflitti creano incertezza, e l’incertezza affossa il rilancio economico: è invece doveroso cambiare passo, spostandosi da una logica di emergenza ad una visione di più ampio respiro, che si concentri sulle misure di medio-termine necessarie per far ripartire il Paese”.