home | Economia | Commercio, Confesercenti: “Avvio del 2026 in positivo, ma la crescita non è per tutti: a gennaio trainano gli alimentari, no food e piccole superfici in affanno. Le famiglie contengono ancora le spese discrezionali. Incognite Medio Oriente ed energia

Commercio, Confesercenti: “Avvio del 2026 in positivo, ma la crescita non è per tutti: a gennaio trainano gli alimentari, no food e piccole superfici in affanno. Le famiglie contengono ancora le spese discrezionali. Incognite Medio Oriente ed energia

05 Marzo 2026

Dopo il calo di dicembre, le stime Istat sul commercio al dettaglio di gennaio aprono il 2026 con un segnale complessivamente positivo: le vendite aumentano sia rispetto al mese precedente (+0,6% in valore e +0,4% in volume) sia su base annua (+2,3% e +0,9%). La crescita, però, è a due velocità: a trainare sono soprattutto le vendite alimentari e la grande distribuzione, mentre il non alimentare e le piccole superfici rimangono in affanno.

Sul mese precedente, l’incremento è più marcato per i beni alimentari (+1,1% in valore e +0,9% in volume), mentre per i non alimentari resta molto contenuto (+0,2% in valore e +0,1% in volume). Un dato che suggerisce come le famiglie continuino, sotto il peso di inflazione e incertezza, a contenere le spese discrezionali, concentrando il budget su voci irrinunciabili e penalizzando gli acquisti non essenziali, quelli che fanno la differenza soprattutto per le imprese di prossimità.

Il punto critico resta la distribuzione dei benefici: la crescita riguarda soprattutto grande distribuzione e online. A gennaio, infatti, la grande distribuzione segna +4,1% in valore e l’e-commerce +4,6%, mentre le imprese su piccole superfici si fermano a un +0,2% in valore (che, in termini di volume, stimiamo possa tradursi in un calo intorno al -1,2%). Un segnale preoccupante dopo quattro anni consecutivi di perdite che, per il commercio di vicinato, secondo le nostre stime hanno superato complessivamente l’11% in volume.

Il quadro è coerente con le nostre recenti previsioni: nel 2026 le vendite al dettaglio dovrebbero interrompere la caduta post Covid, ma restare sostanzialmente ferme (+0,2% in volume), mentre per le piccole superfici stimiamo una flessione dello 0,5% in volume. Resta inoltre da vedere quanto il percorso possa essere confermato nell’attuale contingenza. Su questo scenario pesano infatti sia l’erosione del potere d’acquisto, con il rischio di una nuova ondata inflattiva, sia le incognite del quadro internazionale, segnato da conflitti, tensioni commerciali e volatilità dei mercati energetici. In particolare, l’eventualità di uno shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente potrebbe imprimere una nuova accelerazione ai prezzi nel corso del 2026.