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Le guide abilitate di Federagit-Confesercenti: “Opportuno l’intervento dei vigili nella chiesa di San Filippo Neri. L’abusivismo va combattuto”

29 Aprile 2015

Ecco quali sono le regole del settore e quanto pesano le attività illegali

 

Torino, 17 aprile 2015 – In merito alla sanzione elevata dai vigili nella chiesa di san Filippo Neri, Micol Caramello, presidente di Federagit, l’associazione delle guide turistiche della Confesercenti, dichiara: “Se la vicenda si è svolta come riportato dalla stampa cittadina, si è trattato di un intervento assolutamente opportuno e legittimo. Le regole devono valere per tutti e la situazione verificatasi nella chiesa di San Filippo Neri era evidentemente al di fuori di tali regole. Risulta, infatti, che l’associazione San Filippo promuova sé stessa e le sue visite guidate attraverso un sito dedicato (www.associazionesanfilippo.it) con percorsi fuori San Filippo e a pagamento, senza riservare tali attività ai soli associati, come prevede la vigente normativa in questi casi. Ciò significa che si tratta di attività commerciale.

“Troppe volte e in troppe occasioni persone non abilitate si improvvisano ‘guide’, con grave danno non solo della nostra categoria, ma più in generale dell’immagine di Torino e della qualità del servizio. La guida è infatti il ‘biglietto da visita’ della città. Né in questo caso vale il riferimento a una presunta attività di volontariato: i volontari veri – di cui apprezziamo il lavoro e con i quali spesso collaboriamo – non chiedono compenso per la loro attività: in occasione delle Olimpiadi Invernali come – fra qualche giorno – dell’Ostensione della Sindone si è apprezzato e si apprezzerà il loro ruolo. Ma tutto ciò che c’entra con la vicenda raccontata ieri dai giornali?

“Le regole (come è spiegato più avanti) sono peraltro molto semplici: l’attività di guida spetta alle persone abilitate secondo i requisiti previsti dalla legge; l’attività di volontariato non prevede compenso e i beneficiari di tale attività devono essere gli aderenti all’associazione o alla struttura per cui i volontari prestano la loro opera. Il resto si chiama abusivismo. Bene dunque hanno fatto i vigili a intervenire. Chiediamo anzi che i controlli siano intensificati e riguardino attività e fenomeni ben più estesi e preoccupanti di ciò che è accaduto nella chieda di san Filippo Neri, che in fondo riguarda un caso limitato e per certi versi comprensibile, anche se non giustificabile.

“Detto questo, voglio precisare – conclude Micol Caramello – che Federagit non ha mai avuto contatti diretti con l’associazione San Filippo e che ha appreso dai giornali l’intera vicenda”

 

 

IL CONTESTO

A Torino e provincia sono circa 500 le guide turistiche abilitate, quelle cioè che svolgono questa professione in regola con quanto prevede la legge. Purtroppo, sono moltissimi coloro che si spacciano per “guide” senza esserlo. “Come tutti i fenomeni di abusivismo – dice Micol Caramello, presidente di Federagit, l’associazione delle guide aderente alla Confesercenti – è difficile da quantificare, ma si può ipotizzare che esso riguardi in media il 30% del totale, con punte di oltre il 50% in occasione di mostre o eventi particolari, o in determinati periodi dell’anno”.

 

Il “patentino” – Per diventare guida turistica bisogna essere maggiorenni, in possesso di un titolo di maturità valido per l’accesso alle facoltà universitarie, avere una buona conoscenza di almeno una lingua straniera e – soprattutto – frequentare un corso con prova di ammissione ed esame finale di abilitazione alla professione. L’esame – scritto e orale – viene sostenuto in due lingue (l’italiano e una lingua straniera) e prevede prove tese ad accertare capacità e conoscenze che mettano in grado la guida di “illustrare opere d’arte, gallerie, musei, mostre, monumenti, scavi archeologici, complessi architettonici, urbanistici, città e insediamenti umani e quant’altro sia testimonianza di una civiltà, evidenziandone le caratteristiche artistiche, storiche e monumentali” (come prevedono la legge nazionale 217/83 e quella regionale 33/2001, che regolamentano la professione della guida).

Superato l’esame, viene rilasciato un patentino che riporta fotografia, nome e cognome della guida, data di abilitazione, numero di iscrizione nel registro provinciale e firma dei funzionari della provincia. L’elenco provinciale è pubblico e consultabile da tutti e quindi è sarebbe facile da parte del pubblico fare un controllo.

Quella della guida turistica è una professione regolamentata a livello nazionale dalla legge 217/83 e a livello regionale della legge 33/2001.

 

Gli abusivi – Si tratta un termine che copre situazioni molto variegate. Si improvvisano guide professori in pensione, animatori di associazioni culturali fra le più improbabili, studenti. “L’abusivo – spiega Caramello – non è solo un laureato in materie umanistiche che si fregia di questi titoli accademici e cerca di aggirare la legge investendosi del titolo di ‘esperto” o di ‘appassionato’; un abusivo è anche un pensionato che decide di intraprendere questa attività perché ‘è tanto interessato alla storia di Torino’, un volontario che ‘lo fa per passione’ (salvo poi intascare rimborsi spese), un professore in orario non scolastico e non con la sua classe, un precario che cerca di arrotondare nei week end, un archeologo che dichiara di ‘fare didattica’ sulla pubblica piazza (e non in classe, perché la didattica si fa in classe), un guardiasala (perché? si annoia?)”.

 

Le gite scolastiche – Sono uno dei “terreni di caccia” preferiti per gli abusivi. Contattare le scuole e proporsi come guida costituisce una attività prospera e in ascesa. Allo stesso modo vengono contattati Cral aziendali, circoli, Unitre e il  mondo dell’associazionismo in genere. “In particolare – dice Caramello – per quanto riguarda la categoria studenti, gite e visite d’istruzione, il danno creato è del 70% fra tour in esterno e tour in museo: basterebbe monitorare una mattina un qualsiasi museo cittadino o della provincia e vedere quanti gruppi entrano con una ‘guida museale’ non meglio definita e quanti con una guida abilitata”.

 

Le tariffe – Quelle delle guide abilitate vengono concordate con Turismo Torino e garantite dalle associazioni di categoria. “Il danno economico che l’abusivismo ci provoca – spiega Caramello – è notevolissimo: la giungla delle tariffe degli abusivi è praticamente inestricabile. Qualcuno ‘vince’ con gli sconti, ma in genere non è neppure detto che le loro tariffe siano particolarmente basse: spesso quindi non c’è neppure un vantaggio per il pubblico. Ma la gente non lo sa e soprattutto non distingue gli abusivi. Eppure noi garantiamo, oltre a una comprovata necessità, totale trasparenza anche dal punto di vista economico. Fra l’altro – aggiunge – vorrei sapere in quali forme e quanto legali avvengono i pagamenti delle tariffe e in che modo a loro volta vengono pagate le sedicenti guide. Credo che, accanto a modalità di pagamento formalmente ineccepibili, prosperi anche un’area quanto meno opaca”.

 

Il reclutamento – Gli abusivi cercano di confondere le idee indossando badge colorati con tanto di fototessera e altisonanti nomi di associazioni e cooperative che li reclutano. La trafila, infatti, è questa: solitamente non si tratta di individui isolati – che ci sono, ma rappresentano una minoranza -, ma di associazioni e cooperative che li reclutano e che procurano loro gli ingaggi.

 

Le proposte – Da tempo Federagit-Confesercenti chiede una regolamentazione complessiva della materia, nel nome della trasparenza e della professionalità. “A livello locale – dice Caramello – questo è un altro tassello per ‘mettere a sistema’ la complessa macchina dell’accoglienza turistica a Torino. Gli altisonanti proclami sulla ‘vocazione turistica’ della nostra città devono trovare applicazione pratica, anche nel nostro settore: noi guide siamo uno dei fondamentali biglietti da visita per Torino”.